LE RIFLESSIONI DI LAURA SULLA SFILATA DELLA SINDONE

Venerdì 9 aprile 2010

Chi ha avuto l'idea di promuovere questa rievocazione storica della Consegna della Sacra Sindone è stato grande: grandi loro, i Cavalieri che hanno percorso il tragitto da Chambéry a Torino, con tutte le difficoltà che si possono verificare in un trekking, quando si coprono lunghe distanze, che sono arrivati puntuali il giorno 9 aprile al parco del Meisino.
E' stata grande la FISE ad invitarci.
Sono stati grandi i nostri cavalli, tranquilli ed alla mano nel bel mezzo di Torino, dalla Gran Madre a Piazza Castello.

Una bella manifestazione coi nostri fedeli compagni quadrupedi che ci ha uniti per un avvenimento religioso che potrebbe anche non verificarsi più, almeno nel corso del nostro passaggio terreno e dei nostri cavalli.
Il Sacro Lino, seppur forse ora siamo un po' stufi di sentirne parlare, è ancora tutto da scoprire; molti studiosi hanno avanzato le loro tesi, ma a quanto pare di come sia potuta rimanere impressa quell'immagine su quel telo, non si sa ancora nulla di certo.
Il mistero affascina sempre, in questo caso direi che coinvolge il credente emotivamente e lo esorta alla fede perché quel volto che tutti abbiamo visto è un'immagine profondamente triste, ma forte che riflette la vita di un uomo che si è sacrificato per l'umanità.

Noi del CAVALCAVALLI eravamo ben 40 accreditati che, in compagnia dell'Esercito, della Polizia, dei Carabinieri, dei Guardiaparco della Mandria e delle Giubbe Verdi abbiamo scortato "I Cavalieri della Sindone" dal parco del Meisino fino a Piazza Castello con una lunga sosta davanti alla Chiesa di San Lorenzo, al cui Rettore è stata simbolicamente consegnata la Sacra Sindone.
Non posso dirlo per tutti i presenti, ma per me è stato emozionante poter partecipare con il mio cavallo e arrivare sul sagrato di fronte alla chiesa di San Lorenzo accolti da una folla entusiasta. Questa è stata la prima impressione, a cui si è aggiunta la riflessione del momento in cui i Cavalieri della Sindone, e più precisamente un francese di 87 anni di nome Paul e un italiano di nome Giorgio hanno consegnato il Sacro Lino. (Ci tengo a precisare che Paul con la sua veneranda età ha percorso tutto il tragitto da Chambéry a Torino).
Dopo la consegna, i saluti delle Autorità a cui è seguito il discorso del Cardinal Poletto, le preghiere con lui e la sua benedizione a tutti i cavalli e cavalieri e al pubblico presente.
Ho elencato prima di tutti i nostri cavalli, perchè loro se la meritano ancor di più; dopo tutto se noi non avessimo avuto il cavallo non saremmo stati interpreti dell'evento e forse “solo" o nemmeno spettatori.

Poi ce ne siamo andati e in fila indiana siamo sgusciati fuori da quella bella piazza gremita di gente che ci salutava, per raggiungere i giardini Reali, ai piedi della Mole Antoneliana, ove abbiamo brindato alla riuscita della manifestazione e salutato i Francesi prima del loro rientro, ma non più a cavallo.

Laura Tortia