Venerdì 4 - Sabato 5 - Domenica 6 settembre 2009
Non riesco a smettere di pensare alla nostra emozionante gita in Francia.
Vi presento i miei compagni di avventura : Ivana Fasoglio, Oriana Cesari,
Armando Mosso, Gigi Aroasio, Giorgio Zaniolo, Mauro Matteucci, Pino Millitrano,
Salvatore Cottone, con la sottoscritta eravamo in 9 a cavallo condotti da
una ragazza francese di nome Aurelia Seneca' e da una sua allieva.
Con gli accompagnatori, ovvero Marisa moglie di Pino, Carla ed Emanuela moglie
e figlia di Giorgio, Liliana moglie di Salvatore, Cesare Cesari papà
di Oriana e mio marito Emilio eravamo 15.
Ammetto che la paura di affrontare un viaggio così
lungo con al seguito i cavalli mi è sopraggiunta più volte e
più volte mi è venuta la tentazione di tirarmi indietro. Ora
sono felice, è stata un'opportunità per me ma anche per il mio
cavallo, di confrontarci con realtà diverse ed entrambi direi che ne
siamo usciti perfettamente, Lui a distanza di 3 gg è in "forma"
e la sottoscritta come ho gìà detto " felice".
Voglio pertanto ringraziare il "Cavalcavalli per l'Idea" , mio marito
che mi ha seguita passo a passo e tutti Voi compagni di avventura per l'allegra
compagnia.
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Per me è stato bello tutto quanto, dall'allestimento
del campo con la tenda, alla doccia fredda sul prato allestita per l'occasione
con due mantelle mimetiche di nylon, alla serata al ristorante e poi la prima
notte in assoluto per me sotto la tenda. Salvatore, la nostra sveglia , eppure
a differenza di altre volte benchè fossero le 7 del mattino è
stato un piacere sentirlo dire che ci dovevamo alzare per affrontare la prima
giornata che prevedeva una passeggiata di 5 ore e 30 minuti, passati interamente
fra il verde e le rocce vulcaniche della Provenza. Credo di non aver mai visto
prima tanti boschi e con una vegetazione così particolarmente mista;
la macchia di boschi del comune di Passerano, che per la sua estensione è
considerata il polmone del Monferrato, a confronto , sparisce.
Durante tutta la passeggiata non abbiamo incontrato un solo paese, solo ad
un certo punto già verso l'arrivo abbiamo scorto sulla collina opposta
un arroccamento di abitazioni e poco più avanti il paese in cui siamo
arrivati per il picnic.
Dove ci siamo fermati c'era un grande lavatoio datato 1813, costituito da
quattro dolmen, una piccola fonte da cui sgorgava l'acqua e due vasche proprie
dei lavatoi coi bordi inclinati, in cui un tempo si faceva il bucato.
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Consumato il picnic, dopo esserci rinfrescati per necessità
e per scherzo nel lavatoio, siamo ripartiti alla volta di Montferrat, ho dimenticato
di dire che con noi c'era un gruppo di Francesi estremamente allegri e simpatici
e che Pino l'unico cavaliere italiano arrivato senza il suo cavallo ha avuto
l'onore di montare uno stalloncino fantastico e di essere il protagonista
della giornata.
Gigi parla benissimo il francese quindi non aveva problemi nel dialogare,
Armando e Ivana han dialogato tutto il tempo coi francesi e così alla
fine ho avuto come l'impressione che gli veniva spontaneo parlare il francese
senza problemi, la sottoscritta era più silenziosa, seppur conosca
un pò di francese, mi son lasciata andare col dialogo in quantità
minore, il fatto di non aver parlato tanto mi ha dato la possibilità
di fotografare mentalmente quella zona e di memorizzare i suoi colori e il
suo silenzio, che non dimenticherò mai.
Quando siamo arrivati a Montferrat ci hanno accolti per la presentazione nel
rettangolo di gara e così al sabato nel tardo pomeriggio abbiamo fatto
la nostra entrée alla bella manifestazione di Montferrat 2009.
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Cena sotto ad un arabeggiante Gazebo e poi spettacolo serale condotto dalla compagnia Brocelliande (se non sbaglio). Nel vederli lavorare, nel percepire l'ubbiddienza dei loro cavalli, alcuni in libertà, cresceva in me il desiderio di fare di più col mio. Soprattuto ho capito che a volte tante costrizioni a loro non servono, basta parlare il loro linguaggio per essere ascoltati.
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Alla domenica mattina siamo stati accolti dal Comitato del gemellaggio con
Cunico e poi di corsa siamo andati a sellare i cavalli per poi sfilare con
tutti gli altri partecipanti per la via principale del paese. Il nostro gruppo
era composto da nove di noi più la nostra guida, per dire a tutti che
eravamo noi gli Italiani abbiamo applicato delle belle coccarde bianche rosse
e verdi alla testiera del cavallo e dei grazionsi fiocchetti tricolore ai
nostri giubbini blu.
Finita la sfilata ci siamo cimentati in semplici giochi, preparati appositamente
per intrattenere i cavalieri e per valutare le capacità dei binomi.
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Finito il tutto abbiamo ripreso la strada per il nostro accampamento, dove
abbiamo sistemato i cavalli per poi abbandonarli per due ore e andare a pranzare
nello stand vicino alle tribune da cui si poteva continuamente vedere brevi
spettacoli e giochi nel sottostante campo da lavoro.
Finito il pranzo, purtroppo ci siamo incamminati verso il nostro accampamento
dove nel vero senso della parola abbiamo levato le tende per poi avviarci
verso casa, ma prima abbiamo festeggiato con un brindisi, una tortina , un
discorso e tanti baci il compleanno di Ivana (6 settembre).
E qui, seppur smorzata rispetto all'andata mi è tornata la paura del
viaggio, ma ora sono qui a raccontare e tutto è andato bene, anzi direi
"Benissimo " per i cavalli e per noi.
Sono pronta a ripartire....
Laura Tortia